L’artista

Daniele Marcon nasce a Marostica nel 1965.

Frequenta l’Istituto d’arte di Nove, ricevendo una prima formazione tecnico-artistica che lo porta ad avvicinarsi inizialmente al generale modello dell’espressionismo Vangoghiano. L’artista, con una rielaborazione personale degli stimoli ricevuti, crea dei primi  elaborati in cui il colore e la potenza del segno sono mezzi fondamentali per l’espressione più intima dell’io creativo. In questo periodo egli, strettamente legato e affascinato dalla potenza dell’uomo e della natura, inizia ad interrogarsi sulle proprie dinamiche esistenziali.

Negli anni della maturità Daniele sviluppa interesse per culture altre, che esterna tramite viaggi nel mondo e, in arte, con un approfondimento delle tematiche espressive legate alla cultura papua o alle civiltà orientali. Sono anni in cui l’artista si dedica alla conoscenza delle culture primitive, con totem e uso di terre colorate, in una ricerca che lo porterà tramite un processo di sintesi formale ad avvicinarsi sempre di più anche alla pittura astratta ispirata, oltre che dal segno deciso e simbolico di queste culture, anche dalla conoscenza approfondita delle teorie di Vassily Kandinsky. 

ll percorso di Daniele procede ininterrotto, rivolgendosi nel tempo ad un’arte sempre più materica che, in una sintesi personale che l’artista attua tra l’arte povera e Il ready made, fa degli oggetti vissuti, lavorati dal tempo e dall’uomo, un nuovo centro d’indagine. L’artista passa da elaborati come “drappia” con tagli e inserti materici a veri e propri assemblaggi, caratterizzati da un forte rigore compositivo, in cui propone materiali diversi: da antichi oggetti utilizzati dall’uomo come porte o cassetti, a pietre e altri elementi naturali consumati dalla natura e dal tempo. Queste opere mostrano chiaramente che nell’arte di Marcon convivono alternandosi una matrice coloristica e formale di ispirazione Novecentesca e, insieme, una tendenza all’astrazione e alla sintesi che privilegia la purezza del segno e la chiarificazione compositiva, portando l’artista verso percorsi più simili ai grandi insegnamenti di Mondrian e Kandinsky. Nell’ultima produzione artistica, all’incirca a partire dagli anni 2000, Marcon sembra raggiungere una sintesi  tra queste opposte tendenze aggregandole insieme in un equilibrio nuovo che oscilla tra un esperto uso del colore, base ontologica del suo linguaggio, e una disarmante schematicità segnica e compositiva. Le opere divengono tramiti di una riflessione profonda e, alla maniera di Rothko, sono espressione di un’arte meditativa e di rivelazione che, nel caso di Marcon, assume una profonda e specifica valenza spirituale.

Nel 2008 l’artista si ammala di S.L.A. La malattia lo porta ad affrontare negli anni successivi sfide sempre più difficili ed impegnative, nelle quali egli dimostra la propria forza e fermezza,  anche perseguendo una ricerca spirituale intensa e consapevole. Marcon si trova ad affrontare numerosi problemi legati alla possibilità concreta di continuare a dipingere, ma anche in questo caso supera gli ostacoli posti dalla vita trovando nuovi modi di esprimere se stesso e la propria arte, ricorrendo all’ausilio delle mani di suo padre Mario Marcon che, operatore silenzioso, si presta a realizzare fedelmente tutte le indicazioni poste dall’artista, rispettando con precisione millimetrica la strada operativa tracciata da Daniele.

Negli ultimi anni le opere denotano la coerenza evolutiva che caratterizza tutto il percorso dell’artista ma si distinguono in particolar modo per una rinnovata relazione con il colore, che si carica ora di una gioia e una vivacità espressiva senza precedenti. I tasselli si uniscono a comporre regolari schemi di colore che solo nell’insieme delle parti trovano un  equilibrio compiuto ed esprimono una nuova  dinamicità e forza vitale.

PRINCIPALI ESIBIZIONI

2018
DIALOGHI di parole e di silenzio, Vicenza
In colore, Museo Civico Bassano del Grappa

2013
Daniele Marcon Il Viaggio, Castello inferiore di Marostica

2011
Quattro più uno, Castello inferiore di Marostica

2010
I.C.E. Improvvise Consapevoli Empatie, Chiesetta dell’Angelo, Bassano del Grappa
Daniele Marcon, Ortisei
Silenzio Materia Azione, S. Silvestro, Vicenza

2009
Gli specchi dell’Anima, Artway, Treviso
Terraferma, collettiva, Spazio Fenice, Venezia
Vitacromia, Palazzo Bonaguro, Bassano del Grappa

2008
Personale, Innovetion valley mobilificio Alessi Bassano Del Grappa

2007
Personale, Spazio Arte Pagina Piegata, Bassano del Grappa

2006
In materia, collettiva, Villa Ghellini, Villaverla
Terra di confine, mobilificio Gigli, Treviso

2005
Personale, Castello inferiore di Marostica
Personale, chiesa di S. Silvestro, Vicenza

2004
Personale, “numero civico 98”, Vicenza

2000
Gruppo zero, Parco Parolini, Bassano del Grappa

1998
Elevazioni, chiesa longobarda di S. Giorgio, S. Eusebio di Bassano del Grappa

1994
Giovani artisti emergenti, galleria Pino Molica, New York
Collettiva, galleria Pino Molica, Roma

1993
Personale, Cava laboratorio di Zarpellon, Rubbio
Personale, Galleria Civica d’Arte, Creazzo

1992
Drappi, castello inferiore, Marostica
Personale, spazio espositivo a Creazzo

1991
Personale, Chiostro del Convento di Marano Vicentino

1990
Personale, spazio espositivo privato, Schio
Collettiva, spazio industriale marosticense

1988
Privitimismo e simbolismo, Castello inferiore, Marostica

1986
Personale, Museo Civico, Nove

PUBBLICAZIONI

La gioia di vivere, 2021